Ciao a tutti.
Purtroppo, come avrete ben notato, non riusciamo a condurre bene il Blog. L’ultimo intervento risale infatti ad ottobre scorso…
Gestiamo da soli molte delle cose che ci riguardano, ci piace così, ma il tempo è quello che è, e per questo abbiamo preso una decisione drastica: chiudiamo i battenti.
Siamo già da un po’ in zona composizione e molte altre cose stanno bollendo in pentola… vedi l’uscita di HellDorado in Spagna ed il relativo tour in Giugno… crediamo più giusto concentrarci sulla musica che sulla rete per il momento. Dispiace? Si… ma questo è un arrivederci, non è certo un addio….
Ci lasciamo con questo video speciale:
I Negrita danno il loro sostegno alle liste civiche del MoVimento 5 Stelle per le elezioni regionali 2010 in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Campania.
Negrita.
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INTERNET
‘Navigatori’ spiati per 7 anni
registrate le visite a ogni sito
Tutto il traffico da mobile ‘catturato’ fino al 2008 da tre grandi aziende. “Gli italiani rassegnati ad essere intercettati”
di VITTORIO ZAMBARDINO
La privacy? Dice un dirigente dell’autorità garante: “Chiunque tra il 2001 e l’inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3g) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all’ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell’autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate”.
Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da qualche parte esisteva (e “dovrebbe” non esistere più) un complesso sistema di grossi hard disk sui quali c’erano gli indirizzi (URL) di tutte le nostre pagine internet visitate. “Tutte, ma proprio tutte”. Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche sì, la password di quel sito un po’ scollacciato che ogni tanto allieta una vostra serata un po’ uggiosa. Per non parlare di chat e messaggi posta. Tutto era “captivato” e tutto era leggibile.
Ora, dal gennaio del 2008 non lo è più (e sì che resistenze da parte di magistratura e apparati di polizia, perché si continuasse con la rete a strascico, ce ne sono state). Non solo: in Italia è stato anche adottato il sistema dello “Ip univoco” che rappresenta un passo avanti in materia – in Inghilterra, dopo gli attentati del 2005, è successo qualcosa di simile e su scala più ampia.
Domanda: ma quelle informazioni sono poi state davvero distrutte? Questo non lo sa nessuno, ma il funzionario dice che non ha motivo di ritenere che non lo siano state. E il problema della traccia e della completa tracciabilità elettronica delle nostre vite resta, ma non è detto che sia irrisolvibile.
L’ingegner Cosimo Comella è il dirigente dell’Autorità per la protezione dei dati personali che ha detto queste ed altre cose al seminario organizzato a Roma dal “Pasion”, un progetto sulla protezione dei dati finanziato dall’Unione europea proprio nella sede dell’Autorità, con la presenza sia dell’attuale (Francesco Pizzetti) che del primo presidente (Stefano Rodotà). Comella ragiona che il pubblico e i media si indignano o si allarmano per questioni anche superficiali: “Non mi spiego perché il nostro provvedimento del 2008 che mise fine a quella situazione fu sostanzialmente ignorato dai giornali”. Ma qui si apre un capitolo assai grosso: la sensibilità di ognuno di noi al tema “protezione dei dati”, non privacy, come prega di dire il presidente Pizzetti.
Perché siamo forse un paese rassegnato: non solo al traffico, all’evasione fiscale e all’esistenza della mafia. Ma anche all’idea che contro la violazione delle nostre vite non si può fare niente. Risulta da un’indagine di opinione mostrata al workshop. Così guardiamo con rassegnazione al fatto che le aziende, ormai in modo dichiarato, facciano indagini attraverso Google sulle persone che presentano una domanda di assunzione. Lo fanno, non è un mistero. “E’ ormai diventato quasi inutile avere un curriculum” dice il garante Pizzetti, “Quella è solo la nostra versione della nostra vita, poi sarà messa al vaglio di motori e social netwiork”.
Noi italiani siamo rassegnati all’idea che internet sia intercettata e studiata in un modo che ci indignerebbe per qualsiasi altro mezzo. Eppure succede ben altro che l’intercettazione malandrina. E accettiamo in modo supino che la politica pensi e legiferi alla rete senza rendersi conto di cosa sta maneggiando. Pizzetti e Rodotà si esprimono in modo diverso, ma le loro analisi portano esattamente a questo punto: che governi e parlamenti ricorrono a controlli e censure sempre più approfonditi e indiscriminati perché di fatto non conoscono l’oggetto di cui parlano.
Si può far qualcosa per impedire che un datore di lavoro ci studi su Google e scopra che dieci anni fa, dopo una festa di laurea, ci siamo fatti uno spinello? Non si può fare molto. E se la misura – sostiene Rodotà – è solo l’autocensura, ne deriva un danno devastante della libertà personale e di espressione. Perché se sappiamo di essere spiati cambiano anche i nostri pensieri”.
Invece si può fare molto perché la nostra posta non sia spiata, perché le nostre “pagine viste” non siano spiate da chi non deve, perché il nostro comportamento non diventi solo e soltanto il grano che viene macinato nei mulini del “marketing comportamentale” sul quale vengono investiti milioni di dollari ed euro ogni anno.
Si può fare qualcosa e una delle risposte è nel lavoro dei crittografi. La crittografia è una branca della matematica coltivata da pochi, che viene chiamata in causa solo quando si parla di cose militari. Ma che potrebbe – è l’argomento di Giuseppe Bianchi, ingegnere delle telecomunicazioni, docente all’università Roma 2, che lavora in vari progetti Ue – trovare soluzioni concrete ed efficaci: possiamo avere uno “pseudonimo” registrato, che permetta di “mostrare al vigile la patente senza dire il proprio nome”. Si può pensare a messaggi di posta che dopo un certo periodo si autodistruggano scomparendo dalla disponibilità di spioni e ficcanaso. Si può pensare a sistemi che controllino chi scarica abusivamente contenuti coperti da copyright senza frugare nell’attività online della persona. Serve una politica avvertita e colta. E un’opinione pubblica che non dica: “Non c’è niente da fare”.
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LEGGETE, DIFFONDETE E…. MAGARI FIRMATE!
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
L’APPELLO DEI TRE GIURISTI
L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
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PREVENDITA BIGLIETTI: una news importante
Come nella migliore tradizione europea e mondiale, PER I CONCERTI CHE VERRANNO MESSI IN VENDITA D’ORA IN POI, il prezzo dei nostri biglietti in prevendita sarà inferiore al prezzo del biglietto acquistato in cassa la sera stessa dello show. Finora, chi acquistava in prevendita il biglietto di un concerto, pagava un prezzo maggiore rispetto a chi invece decideva di acquistarlo in cassa prima dello show. Bene, abbiamo deciso di invertire questa tendenza.
Vogliamo cambiare il corso delle cose ed agevolare gli aficionados che, con religiosa puntualità, sono sempre pronti a cliccare il primo giorno di prevendita. Quindi: chi d’ora in poi acquisterà il biglietto in prevendita, pagherà un prezzo minore rispetto a chi lo acquisterà invece al botteghino poco prima dell’inizio del concerto.
Per facilitarvi a capire la dinamica, a titolo esemplificativo, la prevendita dei biglietti in occasione degli show italiani di WASP: il costo del biglietto in prevendita sarà di 25 euro+diritti, mentre 29 euro in cassa la sera del concerto.
Click’n'roll!
Saluti,
Live
www.liveinitaly.com
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Ciao!
Pigri, si, lo so!
Il tour è iniziato già da qualche settimana e nessuno di noi si è fatto vivo qua.
Siamo a Torino. In hotel. Uno dei tanti. Fuori piove.
Chissà se riusciremo a suonare questa sera. Fino ad oggi la pioggia ci ha miracolosamente guardato da vicino evitandoci, oggi pare abbia cambiato stile! Dalla venue ci informano che è tutto allagato, ma che se smette ce la possiamo fare. Spero.
Il tour invernale è stato innegabilmente un successo.
Il lungo tour estivo è già partito.
Intanto abbiamo fatto 12 concerti. Alcuni strepitosi, altri un po’ meno, ma credo sia fisiologico. L’impegno non manca mai, l’intesa tra di noi va progressivamente aumentando, la gente anche! Abbiamo tante date ancora, e tanti chilometri da fare, forse come pochi altri in Italia quest’anno. Ne siamo consapevoli e felici, Helldorado ha funzionato! Visti i tempi, molto!
Che rumore fa la felicità? Radio Conga. Gioia Infinita dopo 2 mesi di stallo ha cominciato a funzionare…. le radio la stanno passando a manetta e stiamo salendo giorno dopo giorno nell’etere! W!
In Argentina il disco è stato pubblicato ad Aprile con un suo singolo dedicato, che poi è Malavida en Bs.As. (vedi clip in homepage), a giorni verremo pubblicati anche in Spagna.
Ringraziamo tutti quelli che hanno contribuito sino ad oggi, prendendo il disco, diffondendolo, venendo ai concerti, cantando, ballando echipiùnehapiùnemetta!!! Ogni giorno arrivano mail bellissime ed emozionanti da chi ci ha visto per la prima volta o da chi ci segue da sempre, vorrei farvele leggere tutte! Ne metto su una, importante per tanti motivi, leggetevela:
Ciao Negrita, ieri sera ero a capannelle a Roma a vedervi per la quinta volta,
ed e’ strano come tutte le volte che qualcosa non e’ piu’ di nicchia sembra che
ti possa sfuggire, che poiche’ e’ diventata musica per le masse, il fatto possa
destabilizzarti …forse perche’ siamo italiani e troppo presi a difendere la
nostra proprieta’ invece che a condividere..io per non sbagliarmi da Italiano
mi sono dimesso…Quest’inverno mi ero operato ad una gamba e non ero potuto
venire a vedervi, i miei amici erano rimasti fuori visto il “ sold out “ e
avevamo pensato ( siamo un gruppo di 30enni ) che ormai non avremmo piu’ potuto
vedervi in pochi intimi, ma ci saremmo dovuti arrendere a folle di adolescenti
urlanti che ci relegavamo al “ retrobottega “ di un back stage….Invece ieri
sera complice un nubifragio che abbiamo concordato con un capo indiano durante
un falo’ eravamo li’ a pochi metri e mi avete emozionato…E un 35 enne rimane
disincantato rispetto ai sogni di questi tempi…sono disoccupato, mi sono rotto
per la terza volta un ginocchio che mi vuole impedire di saltare…mi sveglio e i
miei coinquilini ( mamma e papa ) fanno sembrare la vecchiaia l’attesa della
morte….e certe volte ti alzi e sei morto dentro pure tu ….
Certe volte ti svegli e hai bisogno di un nubifragio invece che del sole….
Sono fiero di Voi, di un gruppo di ragazzi che mentre tutto precipita mi
fanno sentire vivo, mi fanno venire voglia di rialzarmi e di sognare… Perche’
oggi anche se non ho voglia di cercarmi un lavoro che non vogliono darmi, di
avere una casa o anche una stanza micragnosa che non posso permettermi, di
correre se mi fa male una cazzo di gamba rotta, io oggi lo posso sognare….E non
so che scrivo a fare come una grupie a qualcuno che non leggera’ che
cosa…pero’ oggi io ho la forza che non avevo ieri e ce l’ho grazie a voi…
Quanto ai negrita devo dire che ho pensato per lungo tempo che non avevano la
tecnica dei grandi, ma a me arrivavano, quando qualcuno mi chiedeva e chiede in
modo strano perche’ mi piaccono i negrita rispondo che sono freschi….sono vento
per il mio aquilone bucato! E chi ha radici dentro rock ( come me ) e fa il
radical chic musicale ( come me ) puo’ scendere dal suo piedistallo. Un mese
fa ho visto un documentario su Joe strummer dei Clash ( vedetelo) si chiama “
the future is unwritten “ ….e riferito al messaggio che mi e’ arrivato ho
sentito questo: che dove (talvolta) non arriva la tecnica, il tutto sopperisce
con l’intensita’, con l’energia, con la voglia di darsi completamente ….e
arriva un messaggio che abbatte tutto, il solido e non….Un messaggio che e’
un regalo prezioso da ricevere, con le orecchie e con il cuore, un messaggio
che fa sentire vivi. Ed e’ pure vero che di tecnica ne avete gran tanta
maturata con la fatica probabilmente, ma senza il cuore saremmo fermi…invece
rotolate incontro alla gente …sempre di piu’ . Grazie NEGRITA! P.S. Mi avanzate
una bevuta da drigo e almeno 5 sedute di fisioterapia visto che oggi non
cammino, ma quanto calzo saltavo ieri sera legato e imbragato con due
ginocchierre neanche voi lo potete sapere….
Filippo!!
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Di seguito, tratto dal Corriere.it del 30 giugno 2009:
SEIMILA VOCI PER L’AFRICA - Lontano dall’Aquila ma su altre montagne, nelle Dolomiti, altri musicisti e cantanti danno il loro contributo alla causa dell’Africa, che al G8 avrà un palcoscenico particolare con l’invito di numerosi paesi. Paolo ’Pau’ Bruni per i Negrita, Moni Ovadia, Lucio Dalla, Francesco Baccini, Edoardo Bennato e Gualtiero Bertelli sono scesi al fianco degli organizzatori della manifestazione ’G8 -Le Dolomiti abbracciano l’Africa’, la catena umana di seimila persone che domenica prossima alle 12 a Misurina (Belluno), abbraccerà le tre cime di Lavarado per ricordare agli otto ’grandi’ gli impegni nei confronti dei Paesi del Sud del mondo – registrando alcuni video messaggi che mano mano saranno scaricati sul canale You-Tube creato per l’occasione (http://www.youtube.com/user/DOLOMITAFRICAG8).
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