LEGGETE, DIFFONDETE E…. MAGARI FIRMATE!
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
L’APPELLO DEI TRE GIURISTI
L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
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OT IMPORTANTE ED URGENTE
Sono circa duecento, tra docenti e non docenti, i precari aretini rimasti senza lavoro dal 1 settembre.
Il 24 agosto abbiamo dato vita ad una manifestazione in mutande, facendo i lavavetri per attirare l’attenzione dei media.
L’abbiamo avuta e non solo.
L’esempio aretino è stato seguito da molti precari italiani.
Ora a Roma c’è un presidio permanente dei precari romani e non davanti al ministero… oggi anche loro hanno fatto i lavavetri.
Purtroppo è necessario, in attesa che gli eventi si evolvano, creare un fondo di solidarietà per chi a fine mese non avrà stipendio.
I precari non sono giovanissimi, molti di loro hanno una famiglia sulle spalle, bimbi piccoli ecc.
Pensavamo di fare un CALENDARIO PRECARIO da vendere per raccogliere fondi.
La presenza di celebrità potrebbe aumentare la possibilità che il fondo sia consistente.
Sappiamo della vostra sensibilità, e per questo siamo qui a scrivere questo OT nel vostro blog.
Grazie.
Io sono Franca Corradini, Direttore amministrativo dell’Istituto d’arte di Arezzo( non sono precaria.. sono solo un aspirante Don Chisciotte ).
Mi dicono che qualcuno di voi è stato un alunno di questa bellissima scuola…
per contatti ( ci speriamo molto )
393 4063362
franca.corradini@hotmail.it
oppure il mio blog
http://ascuoladibugie.blogosfere.it/
questo logo dei precari in mutande è stato realizzato all’Istituto d’Arte di Arezzo ed utilizzato da moltissime province italiane
http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2009/09/litalia-dei-precari-aderisce-al-no-gelmini-day-5-settembre-2009.html
ed ecco i precari in mutande alla stazione di Arezzo
http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2009/08/precario-sedotto-e-abbandonato-dallo-stato.html
De la “Stampa” (la prensa en castellano) no me creo la mitad de lo que leo… A fin de cuentas, quienes son los dueños de las televisiones, periódicos, etc? Todo lo mueven las mismas manos…Por suerte, el que tenga interés (muy poca gente, por desgracia, en este mundo de borregos) puede informarse por otras vías, acceder a internet(un medio más plural y, aún, con poca censura)… En Italia teneis un problema muy gordo con la mano de Berlusconi metida en todos los ámbitos, pero es una enfermedad venérea que se extiende rápido por todos los países, incluido España… La Stampa… è difficile di credere la metà, imposibile di creedere con li occhi chiusi!!!
io penso che nel nostro bel paese la democrazia,la libertà di pensiero e parola sia un’utopia,la verità è che non siamo liberi ma addomesticati,tutto ciò che ci arriva dai mass media è filtrato a loro piacimento,ma questo accade da sempre,fà comodo far vivere le persone nell’ignoranza,l’oscurantismo c’è sempre stato e io temo che ci sarà sempre,per fortuna ora con internet possiamo cercare in qualche modo la verità,anche se alla fine controllata,ma chi vuole sapere riesce a trovare le vie giuste,io credo che dobbiamo lottare per i nostri diritti è ora che tutti ci risvegliamo da questo torpore che ci è stato inniettato come un veleno,purtroppo la sensazione che si prova è di impotenza,di rabbia…ma secondo me l’intelligenza sta nel non perdere il controllo,non smettendo mai di cercare,di capire…spesso penso di andare via dall’Italia perchè sono stanca di vivere nel precariato,ma altrove è davvero meglio?Non nè sono così sicura…Scusa,mi sono fin troppo prolungata nel mio sfogo…Lilith